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    July 09

    Paris Paris

    Il Belgio è proprio strano. Uno si fa due ore di aereo per vedere una proclamazione di laurea, con relativa cena e festa, e cosa vede? Vede un palco su cui il professore di turno elenca i nomi dei laureati, in ordine di facoltà. Poi vede un altro palco, su cui una rock band si scatena deliziando i presenti con alcuni intermezzi musicali. Alla fine della cerimonia, tutti in un capannone, dove camerieri instancabili distribuiscono vino e birra a fiumi. I laureandi e i genitori dei laureandi, privi a un certo punto di ogni lucidità a causa dell'alcool e sotto un sole ancora battente alle 21.30, conversano amichevolmente.

    Ci si saluta con un bacio, o con tre baci. Tra ragazzi ci si saluta soltanto con una virile stretta di mano. I pacchetti di sigarette sono da 19, o da 24, o da 28. Sul retro del pacchetto compaiono foto imbarazzanti, tipo marito e moglie a letto che non si guardano (didascalia: Il fumo può provocare impotenza) o un tipo intubato in un letto d'ospedale (Il fumo uccide). Si prova l'olio di oliva versandolo su un dito e leccandolo. L'italiano medio dice solo vaffanculo e muove le mani in maniera strana. L'italiano emigrato in Belgio parla solo in dialetto (questo lo abbiamo sentito da un'italiana: la ragazza più esaurita della storia).

    Non ci sono distributori di benzina. Lo abbiamo provato sulla nostra pelle quando, sull'autostrada per l'aereoporto di Charleroi, la Peugeot 206 di Alessandro si è drammaticamente fermata. Poco importa che il distributore più vicino fosse due chilometri più avanti, o che la nostra folle corsa in taxi si sia rivelata inutile grazie all'annullamento del nostro volo. Resta il fatto che non abbiamo visto una pompa di benzina nell'arco di 50 km.

    O forse c'erano, ma il 7 luglio 2008 non era proprio giornata.
     
    Domenico Sarcastico