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    May 23

    Dipende dai punti di vista, e questo è il mio

    E sì, alla fine non tutto si può risolvere. Ma a volte colpisce come si senta più la mancanza di qualche illustre sconosciuto rispetto ad altre persone con cui si ha un rapporto più stretto, a prescindere dalle varie vicissitudini davanti alle quali ci si scontra. Quel che è certo è che nonostante sia passato qualche anno da quando ho cambiato città e vita - il che vuol dire anche che ho qualche anno in più, così come le persone che conosco, e che ho conosciuto - gli atteggiamenti di qualcuno sembrano andati a ritroso, quasi come se crescendo si diventasse più permalosi, più suscettibili, forse anche più infantili (ma è difficile non esserlo per chi probabilmente lo è sempre stato). Litigare con qualcuno per alcune frasi - magari dette, o magari anche non dette, ma a quanto pare nessuno si è posto il problema di verificare la veridicità di alcune cose - non mi era mai successo, ma va bene così, c'è sempre una prima volta. Ciò che più mi ha stupito è il muro, la totale indisponibilità di chi fino a un mese fa sbandierava un'amicizia impareggiabile, quasi familiare. Un muro che col passare dei giorni è diventato più alto, sostenuto certo dai miei errori, ma anche da un mare di menzogne e incomprensioni. Mi aspettavo almeno che, davanti a "pettegolezzi" così cattivi - quelli più cattivi nemmeno li conosco, dato che tra quelli di cui sono a conoscenza non ce ne sono poi di così brutti - ci fosse quel minimo di disponibilità che si concede ad una persona considerata amica. E invece niente, perché la testardaggine non ha limiti. Trascuro poi, e solo per amor di patria, i colpi bassi andati a segno a causa dell'eccessiva bontà di qualcuno. Qualcuno direbbe che se fossi davvero così innocente e in buona fede come voglio far credere, dovrei fare tutto ciò che è umanamente possibile per far emergere la mia verità. Qualcun altro direbbe che devo piantarla con questa storia, e che devo rassegnarmi a questa situazione. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Io ho fatto tutto quanto era possibile, andando incontro anche alla mia personale dignità, per cercare un'apertura, una possibilità di chiarimento. Come ho già detto, ho trovato davanti un muro. Andando avanti mi sono anche accorto, però, che anche se riuscissimo a chiarire tutto, servirebbe a poco: i miei occhi non possono tradire ciò che vedono, e riconosceranno sempre le persone che hanno voluto farmi del male. Perciò a questo punto credo che ci sia poco da fare: io, la mia disponibilità per ricucire un rapporto - per ricucirlo, non per ricostruirlo - l'ho già data da un pezzo. I miei limiti però sono già ampiamente superati, per cui non posso fare di più.

    Ed ora non mi resta che andare a cucinare.

    Domenico Secchione