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    March 25

    Stordito per mezz'ora. Dopo anni

    Ultimamente non mi riconosco più. Una volta ero io quello che affrontava le cose come venivano, che viveva alla giornata, e forse in alcune cose sono ancora fatto così. Ma per la maggior parte delle altre cose, sono diventato uno strano animale. Mi faccio mille problemi. Anche quando non dovrei farmene, anche quando dovrei solo pensare a quanto sarebbe bello vivere alcune cose, così, senza pensarci troppo. Il mio più grande difetto è sempre stato quello di lasciar trasparire troppo facilmente i miei sentimenti. Se sono triste, se ne accorgono tutti. In questo periodo stressante come pochi, poi, di tutto avevo bisogno, tranne che di ciò che mi sta succedendo. Dovrei pensare che tra nove giorni mi laureo, che tra undici giorni parto per Barcellona con il mitico Ciofi, che la mia vita universitaria è finita (non è una cosa poi così positiva, però dai, nemmeno negativa: si diventa adulti?): e invece mi ritrovo a pensare ad altro, a persone che erano importanti e che dopo una dura battaglia stanno tornando a spron battuto nella mia vita; a perfette sconosciute che dopo un paio di bei momenti iniziali mi hanno regalato solo atroci sofferenze (ed è colpa mia, perché sono io che a volte me la vado a cercare: e pensare che l'istinto iniziale sarebbe stato quello di lasciar perdere. Perché ignoro sempre l'istinto iniziale?); a mille altre stronzate che invece dovrei ignorare senza dire A. Ciò, cosa ancora più preoccupante, si ripercuote leggermente anche su ciò che faccio (quello che in teoria dovrei chiamare lavoro).
    Ho bisogno dei miei amici.

    Domenico Sarcastico

    March 09

    Citazione rubacchiata


    «C'erano parecchie cose che mi facevano diventare sentimentale: le scarpe di una donna sotto il letto; una forcina dimenticata sul tavolo da toilette; quel loro modo di dire "vado a far pipì..."; i nastri per capelli; camminare lungo il boulevard all'1,30 di pomeriggio, due persone, un uomo e una donna, insieme; le lunghe notti passate a bere e a fumare, a parlare; le liti; il pensiero del suicidio; mangiare insieme e star bene; le battute, le risate senza senso; sentire la magia nell'aria, star chiusi insieme in una macchina parcheggiata; parlare dei propri amori finiti alle 3 di notte; sentirsi dire che si russa, sentirla russare; madri, figli, figlie, gatti, cani; a volte la morte e a volte il divorzio, ma sempre andare fino in fondo; leggere il giornale da solo in una tavola calda e avere la nausea perché lei adesso è la moglie di un dentista con un quoziente di intelligenza di 95; gli ippodromi, i parchi, i picnic al parco; perfino le galere; i suoi amici noiosi, i tuoi amici noiosi; il tuo bere, il suo ballare; il suo flirtare, il tuo flirtare; le sue pillole, le tue scopate clandestine, le sue scopate clandestine; dormire insieme...

    Non bisognava giudicare, eppure era necessario scegliere. Al di là del bene e del male andava bene in teoria, ma poi per vivere bisognava scegliere: alcune erano più dolci delle altre, altre erano semplicemente più interessate, a volte erano necessarie anche le belle di fuori e fredde di dentro, tanto per vivere una storia di merda, come quelle dei film di merda, era divertente».
    (Charles Bukowski, Donne, pagina 236).

    Domenico Sarcastico