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    February 28

    Gli After mi salvano sempre da ogni disavventura

    Da quanto tempo non scrivevo sul blog con questa frequenza? Da tanto, non ricordo da quanto di preciso. Sicuramente da più di un anno. Chissà perché l'ho ignorato così a lungo. Forse perché la mia vita è stata così monotona ultimamente da non farmi avere nessuna voglia di raccontarla. In teoria non ce l'ho nemmeno adesso, la voglia di raccontarla, anche perché non è che ci sia così tanto da raccontare. Qualcosa c'è, ma si tratta di cose noiose. C'è da dire che all'improvviso avevo scoperto di essere una piacevole compagnia, ma è stato un periodo molto breve, tant'è che adesso sono tornato la palla al piede di una volta. Se mi guardo dall'esterno, mi prenderei a schiaffi. Eppure, dipende da me? Eppure, chi se ne frega? A volte si pensa continuamente a qualcosa o a qualcuno, senza riuscire ad essere abbastanza lucidi da dire: ma ci sto pensando perché ci tengo o il mio comportamento è solo una conseguenza di ciò che accade? Probabilmente propenderei per la seconda ipotesi, ma la mente umana è parecchio affascinante. Non riesco più a controllarmi. Se riuscissi a farlo ora non sarei nemmeno qui a scrivere. Avevo uno strano prurito alle mani, dovevo metterci mano per forza.

    Rido perché l'aria si esaurirà, ma il vuoto crea stabilità. Rido perché non sai se mi pulirai o ucciderai, se vuoi saperlo lo fai.

    Domenico Secchione
    February 26

    Scappiamo

    E' andata. Da due giorni la mia tesi è stampata e rilegata, e sebbene il mio professore si rifiuti di farsi trovare (o di rispondere alle telefonate) per firmarla, il più è certamente fatto. Chiaramente, per una cosa che va al suo posto, ce n'è sempre qualcuna che va fuori posto, ma non si può volere tutto dalla vita: d'altronde ormai ci sono abituato alla sensazione che si prova quando si ha qualcosa in sospeso. Nonostante in sospeso non ci sia niente. Ha così senso preoccuparsi? Probabilmente no. Anzi, credo di essere abbastanza sicuro (il mio abbastanza non è credibile) del fatto che queste preoccupazioni siano più velleitarie di quanto non voglia credere. Non perché la realtà sia facile, ma perché da questa realtà dovrei fuggire a gambe levate. E forse lo farò. Devo solo raccogliere le forze.
    Tra una settimana scendo a Ostuni, nonostante ormai non sia rimasto più nessuno (l'unico è Tanza, poverino); spero che qualcuno dei miei amichetti si decida a scendere con me, altrimenti mi aspettano giornate molto lunghe. A giorni comunque, ufficializzerò la data della mia laurea. Prego le due o tre persone che leggeranno questo post, però, di evitare di chiedermi qualsiasi cosa riguardo la mia laurea. Solo pensarci mi mette l'ansia. Piuttosto, organizzatevi per venire.

    Domenico Secchione
    February 08

    Auguri

    Rieccomi sul mio caro e vecchio blog, vecchio di quasi quattro anni. Nella mia stanza affumicata, con i due cartoncini pieni di foto dai quali le stesse sembra si stacchino volontariamente, per simboleggiare la fuga del mio passato. O il suo ritorno. Dovrei scrivere la mia tesi, finirla, e laurearmi tra un mese. La verità è che a parte rari momenti di volontà indotta, non riesco a scrivere una riga. Negli ultimi due anni sono stato in convalescenza, specialmente il primo, gravido di pianti, malinconia, momenti difficili, notti insonni. Il secondo è stato avido di emozioni, se si escludono rare giornate con persone di cui non sento la mancanza. Ciò che resta sono gli amici, quelli vecchi e quelli nuovi. L'ultima volta che il mio stomaco ha iniziato a sfarfallare, era stato due anni fa. Da allora mi ero ripromesso di non essere più la cavia, bensì la causa, di determinate sensazioni: volevo essere al volante, decidere chi viene con me e chi no. Ora mi ritrovo a dover scendere dall'auto, senza sapere né dove andare, né se ce ne sarà un'altra. Che domande, poi, è ovvio che ce ne sarà, un'altra. Avrei soltanto desiderato camminare un po', prima di rendermi conto che stavo andando contromano. Lo so che queste frasi e queste metafore non hanno senso, me ne rendo perfettamente conto. Ma l'importante non è ciò che si dice, ma sfogarsi, ed io, almeno qui, non mi sfogavo da tanto. Contestualmente, credo che dopo mesi e mesi di silenzio a nessuno verrà in mente di venirlo a leggere (i tempi in cui comunicavo così da Bologna verso il mondo ormai sono finiti): e questa non la considero necessariamente una jattura. Mi spiace solo che mi ritrovi a scrivere puntualmente solo nei momenti di lieve insicurezza. Non avrei voluto trascurare così il mio caro e vecchio blog. Purtroppo l'ho fatto, e me ne assumo la responsabilità. Certo che, anziché maltrattarlo con certi argomenti, avrei preferito omaggiarlo diversamente.
    Ciò che mi colpisce comunque, o meglio, che continua a colpirmi nonostante la mia età continui ad avanzare, sono le persone. Ne conosci una e ti sembra la più buona del mondo, poi all'improvviso dalla sua bocca vengono fuori parole al veleno. Provi a dimenticarle, ma non ci riesci. Poi scopri che quella stessa persona ha fatto delle cose orribili, e purtroppo (o per fortuna) continua a farle. Pazienza, ormai è uscita. Passa del tempo, e ne viene fuori un'altra.
    Credo che non ci siano potenze superiori che ci impediscano di essere felici, e che non ci sia un destino che decide cosa debba essere di noi, e cosa no. Credo invece che a decidere di noi e del nostro futuro, non può esserci altro che noi stessi. Nelle nostre mille sfaccettature, con le nostre mille personalità ed insicurezze: ma siamo noi a dire sì o a dire no. A decidere se muoversi o stare fermi, se piegarsi e prenderle o se alzarsi e darle. Peccato che a volte, chi ha la forza di alzarsi e darle non si renda conto di averla. E peccato che nello stesso tempo incontri qualcuno che non è in grado di spiegarglielo.
    Buonanotte.

    Domenico Cane