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    December 27

    Capodanno Due Zero Zero Otto

    Per una volta voglio essere ancora più polemico del normale. La critica è alla macchina decisionale che sta alla base del nostro defunto gruppetto di amici. Non esiste il chiedere a tutti "che facciamo a Capodanno" ma esiste soltanto il "facciamo questo, siamo tutti d'accordo, voi ci state sì o no? dovete darmi una risposta entro un'ora, se dite no dall'una di notte in poi siete soli". Ecco, queste sono le prospettive: andare a mangiare tutti insieme e poi dividersi all'una perché tutti gli altri andranno al TRAPPETO (tra gente di Pezze di Greco, fedelissimi dell'Excelsior e gente di Speziale, con tutto il rispetto per le spezie e per Adriano Celentano), mentre in due resteremo ad Ostuni senza sapere (per ora) che fare, perché siamo noi ad essere troppo fastidiosi.

    Sia chiaro, a me non frega un cazzo di non stare tutti insieme dopo l'una, non sono Menga e non mi offendo per qualcosa del genere (a proposito, caro Menga, quando renderai partecipe anche me dell'astio che provi nei miei confronti, dopo averlo rivelato a mezzo mondo?). Solo si poteva decidere per qualcosa di diverso e di più bello. Anche perché sono sicuro che ci sarà gente che si lamenterà perché non si sarà divertita (come l'anno scorso), e romperà i coglioni per tutto il 2008. Se dovesse capitare davanti a me, vi conviene scappare!!

    E dopo questa polemica, tanti saluti e tanti auguri a tutti, sia per Natale (ormai passato) sia per un buon anno... Dopo questo 2007 che è stato veramente un anno di merda.

    Domenico

    December 16

    Pippo mio!

    Sono consapevole che ci voglia coraggio ad esaltarsi per questo Milan, ma come non essere felici per il titolo di campioni del mondo, o come dice Berlusconi, di SUPERCAMPIONI DEL MONDO? Ovviamente, una volta di più, ha fatto tutto Kakà, segnando un gol e permettendo ad Inzaghi di segnarne due "alla Inzaghi", a porta vuota. La foto di Maldini che alza la coppa (peraltro la coppa più brutta che io abbia mai visto) è diventata subito l'immagine di sfondo del mio pc.

    Nel frattempo attendiamo Pato e qualche acquisto a gennaio, dato che la tanto bistrattata Juve ha la panchina più forte della nostra e che la nostra difesa sembra una casa di riposo per anziani. Arriverà anche Ronaldinho? Speriamo di sì...ma che non arrivi soltanto lui.

    Domenico Calcio

    December 12

    Conto Zerotondo

    Perdonatemi l'evidente partigianeria politica di questo post, ma dopo aver sentito la notizia di giornata non posso non rendere onore a questo senatore eletto in Australia, Antonino Randazzo; già il suo cognome ispira rime interessanti, sentirgli dire poi, sorridendo, che un intermediario di Berlusconi gli ha offerto tra i due e i cinque milioni di euro per far cadere il governo, lui che si definisce "il più povero dei senatori della Repubblica", e che lui ha stoicamente rifiutato, non può non ispirarmi una gran simpatia, in un Paese in cui in nome del Dio Denaro si passa da una parte all'alta della barricata con la stessa facilità con cui si attraversa la strada (vedi Feltri, Bonaiuti, Ferrara, Facci, Adornato e chi più ne ha più ne metta).

    Magari fossero tutti seri come Randazzo! Mi viene il dubbio che per rispettare il mandato elettorale oggigiorno serva essere eletti all'estero...

    Domenico Linguaccia

    December 06

    Povero lupo

    Ma nessuno ha mai riflettuto sul fatto che la favola di Cappuccetto Rosso è cinica e violentissima? Altro che film drammatici! C'è sta nonna che è malata ed è attaccata al letto, sua figlia totalmente incosciente manda una bambina a portarle qualcosa da mangiare (non poteva andare lei invece di mandare una bimba tutta sola?), e c'è sto lupo famelico che mangia tutti gli esseri umani che trova davanti. Alla fine di tutto arriva una specie di Charlton Heston delle favole dal grilletto facile che spara a sto povero lupo (fortuna che non esistevano ancora gli ambientalisti) e come per magia salva la bambina e la nonna, che non si capisce come mai sia ancora viva dato che, già moribonda, è stata mangiata da un lupo.

    E poi si lamentano se i ragazzi di oggi vanno a scuola coni kalashnikov o picchiano i disabili e mettono tutto su youtube. Li avete cresciuti di merda, rendetevene conto!

    Domenico Gatto

    December 02

    La Corte sentenzia

    Ha avuto poco spazio sui principali media italiani, ma l'importanza della sentenza n.390 della Corte Costituzionale, datata 24 novembre, non è da sottovalutare. Chiamata in causa dal Gip di Torino nel gennaio dello scorso anno, la Suprema Corte è intervenuta nel delicato campo delle intercettazioni telefoniche, la cui divulgazione, soprattutto quando coinvolgono uomini politici o comunque personaggi pubblici, richiama sempre roventi polemiche. Nello specifico, la Corte analizza la legge 140/03 (legge Boato) che stabiliva che, se nel corso di intercettazioni nei confronti di terzi venivano fortuitamente registrate le conversazioni di un parlamentare, il giudice doveva chiedere l’autorizzazione alla Camera di appartenenza anche se intendeva utilizzarle solo nei confronti dei terzi; se la Camera di appartenenza nega l'autorizzazione, le intercettazioni vengono eliminate dalle prove a carico degli stessi soggetti e distrutte entro 10 giorni. La Costituzione prevedeva la richiesta dell'autorizzazione per evitare intenti persecutori verso i parlamentari da parte di una magistratura che, a pochi anni dalla fine del fascismo, non era ancora un modello di indipendenza, ma non prevedeva questa tutela anche nel caso di indagini sui soggetti terzi. Per questo motivo la Corte ha dichiarato illegittimi i commi 2, 5 e 6 dell'art.6 della legge Boato, «nella parte in cui stabilisce che la disciplina ivi prevista si applichi anche nei casi in cui le intercettazioni debbano essere utilizzate nei confronti di soggetti diversi dal membro del Parlamento, le cui conversazioni o comunicazioni sono state intercettate».

    La sentenza non entra nei casi delle intercettazioni, non rilevanti penalmente, pubblicate dai giornali ma lascia intravedere che la tutela della riservatezza e dell’onore dei «terzi innocenti» non potrà essere assoluta, specie quando vi è un interesse pubblico (come nel caso delle intercettazioni Rai delle scorse settimane), in modo che la rilevanza processuale o meno di alcune notizie non sacrifichi il diritto dei cittadini ad essere informati, tutelato dalla Costituzione.

    Domenico Secchione